“Che bello aver vinto gli Europei U19 con l’Italia, ma so che è solo un punto di partenza, non certo di arrivo: c’è ancora molto da lavorare e adesso viene il difficile”. Dietro le frasi di Iacopo Regonesi c’è tutto il pragmatismo bergamasco e lo spirito di un ragazzo che ha sempre fatto dell’impegno e del lavoro un suo marchio di fabbrica, valori coltivati nel suo lungo percorso nel settore giovanile dell’Atalanta iniziato quando era ancora un bambino.

La dedica è per “la mia famiglia che mi è sempre stata vicino e gli amici più stretti, quelli che mi seguono fin dall’inizio”. Nelle parole e negli occhi di Iacopo c’è tutta la felicità di un ragazzo di 19 anni che ha appena realizzato un sogno: con l’Italia U19 lo scorso 16 luglio ha vinto gli Europei di categoria. “Io, campione d’Europa. Quando me lo dicono mi fa un certo effetto, basti pensare che per rendermene conto e capire che era tutto vero, la mattina dopo al risveglio ho dovuto toccare due volte la medaglia d’oro. Un orgoglio e una grande gioia: essendo l’unico bergamasco e atalantino in squadra sentivo questa responsabilità di rappresentare al meglio la mia città e il mio Club. Mi hanno scritto in tanti per complimentarsi, anche tutti gli allenatori che ho avuto all’Atalanta da quando avevo 6-7 anni. Fa sempre un grande piacere”.

Un momento che Iacopo, sempre convocato in azzurro fin dall’U15, si ricorderà per sempre: “Un traguardo storico, era da vent’anni che l’Italia non vinceva questi Europei. Un’esperienza che ci porteremo dentro per sempre. Quando rivedo i video della finale, ancora mi viene la pelle d’oca”.

“È stato il coronamento di un percorso di un anno, partito dalle prime qualificazioni in Polonia e cominciato in salita con una sconfitta con l’Estonia – racconta Iacopo che ha vissuto un Europeo da protagonista, schierato sempre titolare nelle cinque gare della fase finale dal ct Bollini -. Abbiamo poi vinto le successive due partite nei minuti finali e siamo stati ripescati come miglior terza. Ma nel frattempo si è formato un gruppo solido e unito, come una grande famiglia. Abbiamo superato poi un girone di ferro in Germania e siamo arrivati alla Fase Finale di Malta per giocarcela con una grande voglia e determinazione. Siamo partiti bene, poi la sconfitta per 5-1 con il Portogallo è stata un duro colpo ma abbiamo reagito da squadra tirando fuori tutto l’orgoglio che avevamo. In semifinale contro una delle squadre più forti, la Spagna, abbiamo fatto una grande partita, siamo andati due volte in vantaggio e l’abbiamo vinta con un gol a 5′ dalla fine. Quindi in finale la rivincita con il Portogallo e una gioia immensa. Rappresentare la propria nazione in un evento così importante è una grande responsabilità. Dopo un lungo percorso, quasi un film per tutto quello che è successo, ce l’abbiamo fatta”, termina la nota stampa dell’Atalanta.

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