Lunga intervista a Repubblica per il portiere del Genoa Mattia Perin che è stato il primo anello della catena dei contagi dei ‘Grifoni’, 17 in tutto. Racconta la sua esperienza con il Covid: “Siamo molto scrupolosi nel mondo del calcio. Nessuno toglie la mascherina, rispettiamo regole e distanziamenti, poi è chiaro che in campo veniamo a contatto, è inevitabile. Questa è una malattia subdola, la puoi prendere in taxi, oppure schiacciando il bottone di un ascensore“. Sui sintomi avuti. “Il 21 settembre mi recai a Torino per rivedere mia moglie e i bambini, era un lunedì: al contrario di quanto è stato detto, non esiste alcuna evidenza che io abbia contratto il Coronavirus proprio quel giorno. La pandemia? Resto convinto che tutto sia nato in laboratorio e non dalla trasmissione animale. Ogni infortunio o malattia ci permette di soffrire. Quando si soffre si smette di essere ragazzini“.

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