Quella che il Napoli giocherà domani (ore 18.00) al Renato Dall’Ara contro il Bologna di Sinisa Mihajlovic, prima della sosta per gli impegni delle nazionali, potrebbe diventare la partita della verità.

La classifica dei felsinei non è brillantissima e quella del Napoli al contrario appariva sino allo scivolone con il Sassuolo molto importante. Priva di sconfitte sul campo, a punteggio pieno, con un attacco in buona forma.

Poi l’impegno del tardo pomeriggio contro la squadra di De Zerbi ha aperto discussioni, ha insinuato dubbi e perplessità ed ha generato qualche domanda da parte dei media con risposte un po’ scomposte e non sempre lucide da parte del tecnico.

Gattuso ha toccato con mano le difficoltà che la sua squadra sta attraversando proprio in settimana in Europa League. Se nel dopo partita con il Sassuolo si era difeso enunciando la statistica dei tiri, delle occasioni mancate, si trattava di un puro esercizio matematico e nulla più, per giustificare la sconfitta con gli emiliani dalla Croazia ha dovuto ammettere che qualcosa non va. 

Chi era a Rijeka ha parlato di toni alti durante l’intervallo nello spogliatoio azzurro, chi era davanti alla tv ha visto una squadra priva di idee, con poca voglia, pericolosamente sbandata in difesa, molto statica e con troppi uomini in ombra.

Per questo la gara di domani potrebbe rivelarsi importante in questa fase della stagione. Alla ripresa dopo la sosta il Napoli dovrà affrontare in casa di seguito Milan e Roma intervallate dalla gara di ritorno con il Rijeka e subito dopo il classico “derby del sole” la trasferta in Olanda con l’AZ Alkmaar, la cui vittoria a Napoli è stato il campanello d’allarme che avvisava come qualcosa non andasse per il suo verso.

A Bologna contro una squadra abituata a giocare, come lo sono di solito tutte le squadre allenate da Mihajlovic, il Napoli dovrà pensare a mettere in campo per prima cosa un atteggiamento positivo. 

In questi giorni si è sentito parlare di variazioni nella disposizione in campo, di molti cambi, di idee nuove che starebbero frullando nella testa di Gattuso.

Con semplicità e senza superficialità il Napoli dovrebbe pensare alla sua gara ipotizzando due alternative: uno schieramento con una squadra propensa all’attacco o meglio una squadra con maggiore equilibrio magari un dinamico 4-4-2 che all’occorrenza possa diventare un sudamericano 4-2-4, anche se mai come in questi ultimi anni la linea d’attacco azzurra non parla più né argentino né brasiliano.

Un suggerimento finale ci sentiremmo di dare a Gattuso. La smetta di richiamare da bordo campo i suoi in ogni momento della partita. Non serve e lui lo sa.

Le partite si preparano bene prima, i giocatori si guardano in faccia nell’immediata vigilia, sino al punto da decidere di mandare in panchina, se l’allenatore sa cogliere i giusti messaggi provenienti dai volti dei suoi uomini, quelli che non sono in quel momento concentrati a dovere.    

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