Il caso e il caos di Juventus-Napoli ha scosso il mondo dello sport e non solo. Questa tre giorni di fuoco, tra smentite, rinvii, alterchi e indecisioni, ha surriscaldato gli animi di tifosi, esperti e giornalisti stessi. Noi di Sport91 abbiamo ascoltato le voci di tutti, senza estromettere nessuno, per cercare di scavare a fondo su una questione tanto delicata quanto discussa. Non è solo tifo, lavoro, bensì si tratta di un’immagine che il nostro paese ha dato: un’immagine dilaniata dalla tristezza, quando i calciatori bianconeri, ieri sera, sono entrati in un’Allianz già deserto a causa del Covid-19, arricchito, in più, dal vuoto lasciato dagli azzurri, rimasti a Napoli in seguito alla decisione dell’Asl.

Il primo ad esprimersi è stato l’Avvocato e Presidente del club Napoli di Santa Maria Capua Vetere Azzurra Rosario Avenia, che ha commentato l’episodio in tutte le sue sfaccettature:

La questione dei rapporti tra il protocollo della Lega calcio (che è un organismo privato) ed il potere di intervento dell’ASL (che è organo pubblico, diretta emanazione della competenza regionale in materia di sanità) è cosa abbastanza complessa. Staremo a vedere gli sviluppi futuri che, a mio modesto avviso, porteranno ad un annullamento del 3-0 a tavolino.
Tuttavia occorre precisare che violare un provvedimento inibitorio dell’autorità amministrativa avrebbe comportato quanto meno la responsabilità per il reato di cui all’art. 650 c.p. Non comprendo come mai la FIGC oggi abbia inibito a Bonucci e Chiellini di raggiungere la Nazionale seguendo gli stessi protocolli a cui ieri si è attenuto il Napoli.
Altra circostanza che va rimarcata è che, una delle parti in causa, dopo i mille scandali da cui è stata travolta (l’ultimo dei quali, il clamoroso caso Suarez, risalente a pochi giorni fa) avrebbe avuto una buona occasione per recuperare un po’ di credibilità. Ed invece, ancora una volta, hanno prevalso scorrettezza ed arroganza. Al riguardo è bene che si facciano una domanda e si diano anche una risposta: la gente non li odia perché sono i più forti, ma perché non fanno nulla per essere corretti e sportivi. Non sempre, come dice il loro motto, “vincere è l’unica cosa che conta”. Essere vincente (in che modo?) nello sport non equivale ad essere un vincente nella vita
“.

Abbiamo, poi, ascoltato il giornalista di SpazioNapoli Pasquale Giacometti.

Le colpe di chi sono per quanto accaduto in questi giorni? Le colpe sono di tutti e di nessuno. Il protocollo stilato a maggio, quando la curva dei contagi da Coronavirus era in discesa, va in conflitto con i numeri attuali. Se le Asl, come hanno sottolineato i ministri Spadafora e Speranza, hanno l’autorità per bloccare lo spostamento di una squadra, il Napoli non può essere ritenuto colpevole. Il giudice ha deciso di rinviare la propria decisione: scelta giusta? Ora il Giudice Sportivo prenderà in esame tutti gli atti prima di prendere una decisione, come è giusto che sia. Non credo ci sia un difetto di comunicazione tra Figc e Governo. Il problema è che non c’è un regolamento che tiene conto della curva dei contagi. E la sanità pubblica ha e avrà sempre priorità sulle partite di calcio. Andrebbe giocata Juve-Napoli per la bellezza del calcio? Ovviamente per lo spettacolo, ma anche per il regolare svolgimento del campionato, sarebbe il caso di recuperare Juventus-Napoli e giocarla sul campo, piuttosto che in tribunale. L’intervento della Asl potrebbe comunque indurre la FIGC a varare un piano B qualora il prosieguo del campionato fosse messo a rischio. La soluzione potrebbero essere i tanto decantati playoff“.

Questa, invece, è la voce di Luigi Nittoli, tifosissimo del Napoli dalla nascita.

Di chi le colpe per quanto accaduto ieri? Non penso sia una questione di colpe, che potrebbero essere condivise da più persone. Penso sia una questione, invece, di comunicazione: entrambi i Presidenti, Agnelli e ADL, hanno agito a loro modo. Il protocollo dovrebbe essere chiaro a tutti, ma questo episodio evidenzia che le cose stanno diversamente. Perchè l’Asl può intervenire, almeno stando a quello che recita lo stesso, per motivi di logica sanitaria. Il Napoli, dal suo, ha sbagliato l’approccio comunicativo alla vicenda, errando completamente nei tempi e nella gestione. Dopo il caso Zielinski, infatti, si sarebbe potuta sentire preventivamente l’Asl e stabilire a priori il da farsi, piuttosto che attendere il sabato. Agnelli ha parlato di protocollo e rispetto delle regole. Sarebbe giusto far giocare la partita? La Juve, invece, ha approfittato della questione per prendersi, forse, un 3-0. Chi avrebbe fatto diversamente? Sinceramente penso che qualsiasi società avrebbe agito così, sapendo di essere avallata da un organo come la Lega. Sarebbe stato bello giocare la partita, anche perchè la Juventus è in fase di costruzione e deve trovare un equilibrio: in questo momento gli uomini di Pirlo si basano molto sul superuomo nietzschiano CR7. Il Napoli è una squadra in evoluzione, che gioca con più moduli. Avrebbe potuto fare una buona partita nonostante le assenze. E’ un gran peccato. Vediamo cosa deciderà il giudice, anche se mi sembra esagerato pensare di penalizzare il Napoli con un punto in classifica.

Voce diversa, invece, quella di Michele Lettieri, noto tifoso bianconero

Di chi sono le colpe per quanto accaduto ieri? Quello che è accaduto ieri in Juve-Napoli è un qualcosa che non si vorrebbe mai vedere nel calcio. Non credo che le colpe siano da attribuire al protocollo che, come ha sostenuto anche ieri Agnelli, è chiaro. La società Juventus si è attenuta a quelle che erano le normative presenti e applicate da altre società con contagiati. E’ strano che l’Asl abbia bloccato gli azzurri e non la Salernitana, quest’ultima partita per Verona con due positivi. Tuttavia anche il Napoli si è attenuto ad una normativa di ente regionale, motivo per cui andrebbero chiariti alcuni aspetti che hanno portato alla decisione di non giocare Juve-Napoli, almeno per gli azzurri. Ieri la morte del calcio, speriamo non si verifichi mai più. Problemi di comunicazioni? Non credo sia un problema di comunicazione. Quello che è accaduto non deve passare in sordina, ma il protocollo è chiaro in queste situazioni. Non capisco perchè il giudice abbia rinviato la decisione: il 3-0 è giusto, ma non fa bene a nessuno. Altrimenti si andrebbe incontro ad una totale anarchia. Per la bellezza del calcio la partita si dovrebbe giocare? Chiaramente sì, ma poi cosa accadrebbe? Tutti chiederebbero un rinvio in presenza di contagiati? Sarebbe un caos e il campionato potrebbe essere a rischio. Penso che ci vogliano regole uguali per tutti. Va rispettato il protocollo. Lo si vuole cambiare? Ben venga, ma le regole valgono per tutti“.

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